Si contattano imprese, tecnici, professionisti e operatori del settore nella speranza di ottenere rapidamente una risposta. È una situazione comprensibile. La muffa genera preoccupazione, disagio, degrado estetico e, soprattutto, la sensazione che l'edificio stia manifestando un problema che non dovrebbe esistere. Tuttavia, proprio in questo momento viene spesso commesso l'errore più importante dell'intero percorso diagnostico: scegliere il professionista sulla base della soluzione proposta anziché sulla base della sua capacità di comprendere il problema.
Nel settore delle contaminazioni biologiche indoor esiste una differenza sostanziale tra osservare una parete contaminata e comprendere perché quella parete sia diventata contaminata. Apparentemente può sembrare la stessa cosa, ma in realtà si tratta di due attività completamente diverse. La prima richiede esperienza edilizia. La seconda richiede competenze multidisciplinari che spaziano dalla fisica tecnica alla microbiologia ambientale, dall'analisi termoigrometrica alla diagnostica dei materiali, fino alla comprensione dei complessi meccanismi che regolano il comportamento degli edifici.
Molti professionisti, osservando una macchia di muffa, formulano rapidamente una conclusione. Spesso la causa viene attribuita genericamente alla condensa, alla scarsa ventilazione o alle abitudini degli occupanti. È una dinamica che si ripete continuamente in tutta Italia e che porta migliaia di proprietari a eseguire interventi che, nella migliore delle ipotesi, producono benefici temporanei. La muffa viene rimossa, la parete viene ridipinta, l'ambiente appare nuovamente pulito e il cliente ritiene di aver risolto il problema. Poi arriva il successivo periodo invernale e la contaminazione ricompare esattamente dove si era manifestata in precedenza.
Quando questo accade, la domanda che dovrebbe essere posta non riguarda la qualità del prodotto utilizzato o la capacità dell'impresa che ha eseguito l'intervento. La vera domanda è un'altra: qualcuno ha realmente individuato la causa che alimentava quella proliferazione biologica?
La muffa non nasce mai per caso. Ogni colonia fungina rappresenta la conseguenza finale di una serie di condizioni fisiche che si sono sviluppate all'interno dell'edificio. La temperatura superficiale di una parete, il contenuto di umidità dei materiali, il comportamento dell'involucro edilizio, il rischio condensativo, la ventilazione degli ambienti, la presenza di ponti termici, eventuali infiltrazioni o anomalie costruttive concorrono tutti alla formazione di quell'ecosistema favorevole alla crescita fungina. Limitarsi a osservare la superficie significa osservare soltanto l'ultimo fotogramma di una storia iniziata molto tempo prima.
È proprio su questo principio che si fonda il metodo FIM-MX© – Felletti Integrated Monitoring – Multilevel Expert Protocol. Un sistema diagnostico sviluppato per affrontare le contaminazioni biologiche attraverso un approccio completamente differente rispetto alla tradizionale osservazione edilizia. Nel metodo FIM-MX© la muffa non viene considerata il problema principale ma il risultato di un processo che deve essere ricostruito, analizzato e dimostrato attraverso dati tecnici, misurazioni e correlazioni scientifiche.
Quando il mio studio affronta una problematica legata alla muffa, l'obiettivo non è individuare rapidamente una soluzione da proporre al cliente. L'obiettivo è comprendere perché l'edificio abbia creato le condizioni necessarie affinché quella colonia fungina potesse svilupparsi. Questo significa studiare il comportamento della struttura, analizzare il microclima interno, valutare il rischio termoigrometrico, interpretare il contenuto di umidità dei materiali, verificare l'esistenza di condizioni favorevoli alla condensazione e comprendere il comportamento biologico della contaminazione osservata.
La differenza tra un approccio tradizionale e un approccio specialistico emerge soprattutto nei casi più complessi. Quando una muffa continua a tornare nonostante anni di interventi, quando più professionisti hanno fornito interpretazioni differenti, quando il proprietario ha ormai perso fiducia nelle soluzioni proposte, diventa evidente che il problema non può essere affrontato con una semplice osservazione visiva. In queste situazioni è necessario applicare un metodo investigativo che consenta di trasformare le ipotesi in dati e le supposizioni in evidenze tecniche.
L'esperienza maturata nel settore delle contaminazioni biologiche insegna che ogni edificio possiede una propria storia. Due pareti apparentemente identiche possono manifestare la stessa contaminazione per motivi completamente differenti. Una muffa localizzata in un angolo potrebbe essere la conseguenza di un ponte termico strutturale. Una colonizzazione sviluppata dietro un armadio potrebbe essere alimentata da una combinazione tra ridotta ventilazione e condizioni termoigrometriche critiche. Una parete che presenta contaminazioni ricorrenti potrebbe nascondere infiltrazioni o anomalie costruttive che sfuggono a un'analisi superficiale.
È proprio per questo motivo che il valore di un tecnico non dovrebbe essere misurato dalla rapidità con cui formula una risposta, ma dalla sua capacità di individuare quella corretta. Nelle problematiche legate a muffe, umidità e contaminazioni biologiche non sempre la prima spiegazione è quella giusta. Molto spesso la verità si trova dietro fenomeni apparentemente semplici che richiedono però competenze avanzate per essere interpretati correttamente.
Nel corso degli anni il mio studio ha sviluppato un approccio che integra fisica dell'edificio, diagnostica microbiologica, monitoraggio ambientale e analisi tecnico-peritale. Questo consente di affrontare ogni caso non come un problema generico di muffa, ma come un fenomeno unico che deve essere compreso nella sua interezza. La differenza non consiste quindi soltanto nelle strumentazioni utilizzate o nelle procedure applicate. La differenza risiede nella filosofia stessa dell'indagine.
Un tecnico comune osserva una parete e cerca una soluzione.
Uno specialista delle contaminazioni biologiche osserva la stessa parete e cerca una spiegazione.
È una differenza apparentemente minima.
Ma è proprio all'interno di quella differenza che si trova il confine tra un intervento temporaneo e una diagnosi capace di individuare le vere cause del problema.
Quando si sceglie il professionista a cui affidare la propria abitazione, il proprio ufficio o il proprio edificio, non si dovrebbe quindi chiedere soltanto come verrà eliminata la muffa. Si dovrebbe chiedere come verrà dimostrato il motivo della sua presenza. Perché la vera competenza non consiste nel rimuovere una macchia. La vera competenza consiste nel comprendere il comportamento dell'edificio che ha permesso a quella macchia di esistere.
Ed è proprio su questa ricerca della causa, supportata dal metodo FIM-MX© e dall'esperienza maturata esclusivamente nel settore delle contaminazioni biologiche, che il mio studio ha costruito la propria identità professionale.
Nota tecnica: articolo generato/aggiornato con Felletti Consulenze Article Manager Enterprise. Per l'impiego in sede peritale occorrono sempre rilievi, misure e documentazione del caso concreto.