Muffa dopo la sostituzione degli infissi: perché compare proprio quando pensavamo di aver migliorato la casa?
Tra le situazioni che più frequentemente generano stupore, preoccupazione e contestazioni tra proprietari di immobili, imprese e professionisti, vi è certamente la comparsa di muffa successivamente alla sostituzione degli infissi.
Molti proprietari decidono infatti di sostituire le vecchie finestre con nuovi serramenti ad alte prestazioni energetiche con l'obiettivo di migliorare il comfort abitativo, ridurre le dispersioni termiche e contenere i consumi energetici. Dopo pochi mesi dall'intervento, tuttavia, iniziano a manifestarsi fenomeni inattesi: comparsa di condensa sui vetri, odore di chiuso, annerimenti negli angoli delle stanze e sviluppo di colonie fungine sulle superfici murarie.
La domanda che inevitabilmente emerge è sempre la stessa: com'è possibile che la muffa sia comparsa proprio dopo aver installato infissi nuovi?
La risposta richiede una comprensione approfondita del comportamento termoigrometrico degli edifici e delle modifiche che la sostituzione degli infissi può introdurre nell'equilibrio ambientale preesistente.
Quando il problema non sono gli infissi
Uno degli errori più diffusi consiste nell'attribuire automaticamente la responsabilità della muffa ai nuovi serramenti.
Nella maggior parte dei casi gli infissi non rappresentano la causa diretta della proliferazione biologica. Al contrario, essi agiscono come elemento in grado di modificare profondamente il bilancio dell'aria interna.
I vecchi serramenti in legno o in metallo privi di adeguate guarnizioni consentivano continui passaggi d'aria attraverso fessure, cassonetti, giunzioni e punti di tenuta non perfettamente efficienti.
Sebbene tali infiltrazioni d'aria rappresentassero una dispersione energetica indesiderata, svolgevano inconsapevolmente una funzione di ventilazione continua.
Ogni giorno una certa quantità di umidità prodotta dagli occupanti veniva espulsa verso l'esterno attraverso questi ricambi d'aria non controllati.
Con l'installazione di serramenti moderni la situazione cambia radicalmente.
Le finestre di nuova generazione garantiscono livelli di tenuta all'aria estremamente elevati e riducono drasticamente le infiltrazioni involontarie.
L'edificio diventa quindi più efficiente dal punto di vista energetico ma, contemporaneamente, anche molto più impermeabile ai ricambi d'aria naturali.
L'umidità prodotta dagli occupanti
Ogni abitazione produce quotidianamente una quantità sorprendente di vapore acqueo.
La semplice presenza degli occupanti genera umidità attraverso:
* respirazione;
* sudorazione;
* cottura dei cibi;
* docce e bagni;
* asciugatura del bucato;
* pulizie domestiche;
* presenza di piante ornamentali.
Una famiglia composta da quattro persone può produrre facilmente tra gli 8 e i 15 litri di acqua al giorno sotto forma di vapore.
Se questo vapore non viene adeguatamente evacuato, tende ad accumularsi nell'ambiente interno aumentando progressivamente l'umidità relativa.
L'aumento dell'umidità interna costituisce uno dei principali fattori predisponenti alla formazione della muffa.
Il fenomeno della condensa superficiale
Per comprendere il legame tra nuovi infissi e comparsa della muffa è necessario analizzare il meccanismo della condensazione.
L'aria calda può contenere una quantità di umidità molto maggiore rispetto all'aria fredda.
Quando una massa d'aria umida entra in contatto con una superficie sufficientemente fredda, la sua capacità di trattenere il vapore diminuisce.
Se viene raggiunto il punto di rugiada, il vapore si trasforma in acqua liquida.
Questa acqua si deposita sulle superfici sotto forma di condensa.
Le zone più frequentemente interessate risultano essere:
* ponti termici geometrici;
* angoli tra pareti e soffitti;
* spallette delle finestre;
* pilastri inglobati nella muratura;
* travi strutturali;
* cassonetti degli avvolgibili;
* nicchie dei radiatori.
Quando tali superfici rimangono umide per periodi prolungati si crea il substrato ideale per la germinazione delle spore fungine.
Il falso mito della finestra che genera muffa
Dal punto di vista tecnico la muffa non nasce sul serramento perché quest'ultimo è nuovo.
Ciò che accade è molto diverso.
La sostituzione degli infissi modifica il microclima interno.
L'umidità che prima veniva dispersa attraverso le infiltrazioni d'aria resta confinata all'interno dell'edificio.
Se non vengono adottate adeguate strategie di ventilazione, l'umidità relativa aumenta progressivamente.
Le superfici più fredde dell'involucro edilizio iniziano a raggiungere condizioni favorevoli alla condensazione.
Successivamente compare la proliferazione biologica.
In altre parole, il nuovo serramento non crea la muffa ma può contribuire a rendere evidente una criticità edilizia che in precedenza veniva mascherata dai continui ricambi d'aria involontari.
Il ruolo dei ponti termici
Molte abitazioni che manifestano muffa dopo il cambio degli infissi presentano ponti termici preesistenti.
Il ponte termico rappresenta una discontinuità nell'involucro edilizio che determina una riduzione della temperatura superficiale interna.
Prima della sostituzione dei serramenti il problema poteva rimanere nascosto.
Dopo l'intervento, l'aumento dell'umidità interna rende tali zone particolarmente vulnerabili alla condensazione.
Le indagini tecniche mostrano frequentemente che le prime colonizzazioni fungine compaiono proprio in corrispondenza di:
* travi in cemento armato;
* pilastri strutturali;
* giunzioni parete-soffitto;
* contorni delle finestre;
* nicchie dei radiatori.
In tali aree la temperatura superficiale può risultare significativamente inferiore rispetto alle zone circostanti.
Perché la muffa compare soprattutto negli angoli
Gli angoli rappresentano uno dei punti più critici dell'involucro edilizio.
In queste zone si verifica una dispersione termica tridimensionale che provoca un abbassamento della temperatura superficiale.
Quando l'umidità interna aumenta a seguito della sostituzione degli infissi, gli angoli diventano i primi punti in cui si raggiungono le condizioni favorevoli alla condensazione.
La presenza di mobili addossati alle pareti può aggravare ulteriormente il fenomeno.
La riduzione della circolazione dell'aria provoca infatti un ulteriore raffreddamento della superficie muraria.
Il contributo degli errori di posa
Non bisogna tuttavia escludere possibili problematiche direttamente collegate all'installazione dei serramenti.
Una posa non corretta può determinare:
* infiltrazioni d'aria localizzate;
* infiltrazioni di acqua meteorica;
* formazione di ponti termici secondari;
* raffreddamento delle spallette;
* fenomeni condensativi localizzati.
In tali casi la muffa può svilupparsi in prossimità del nodo finestra-parete.
La diagnosi deve quindi distinguere tra problemi derivanti dal comportamento igrometrico dell'edificio e difetti riconducibili all'installazione del serramento.
L'importanza della diagnosi strumentale
Una valutazione professionale non può limitarsi all'osservazione visiva delle superfici contaminate.
Per comprendere le reali cause della proliferazione biologica è necessario eseguire una serie di verifiche tecniche.
Tra le più importanti rientrano:
* rilievi termoigrometrici;
* monitoraggi ambientali prolungati;
* termografia all'infrarosso;
* calcolo del fattore di temperatura superficiale fRsi;
* verifica psicrometrica;
* analisi delle curve isopletiche;
* valutazione dei ponti termici;
* indagini microbiologiche.
Solo attraverso un approccio multidisciplinare è possibile individuare il reale meccanismo che ha portato alla comparsa della muffa.
Ventilazione: la vera protagonista
La sostituzione degli infissi rende spesso necessario ripensare completamente la gestione della ventilazione.
Aprire occasionalmente le finestre potrebbe non essere sufficiente.
Negli edifici particolarmente performanti dal punto di vista energetico diventa sempre più importante garantire ricambi d'aria controllati.
Tra le possibili soluzioni troviamo:
* ventilazione naturale programmata;
* ventilazione meccanica controllata decentralizzata;
* ventilazione meccanica controllata centralizzata;
* gestione intelligente dell'umidità interna.
L'obiettivo consiste nel mantenere valori di umidità relativa compatibili con il benessere abitativo e con la prevenzione della proliferazione biologica.
Quando la muffa compare dopo il cambio degli infissi: chi ha ragione?
Dal punto di vista peritale questa è probabilmente la domanda più delicata.
Non è corretto attribuire automaticamente la responsabilità né al produttore degli infissi né all'installatore.
Ogni caso richiede una valutazione specifica.
Occorre determinare:
* se esistevano criticità preesistenti;
* se sono presenti ponti termici significativi;
* se l'umidità interna risulta eccessiva;
* se il ricambio d'aria è insufficiente;
* se la posa dei serramenti è stata eseguita correttamente;
* se vi sono difetti costruttivi dell'involucro edilizio.
Solo dopo un'indagine tecnica approfondita è possibile formulare conclusioni attendibili e supportabili scientificamente.
Conclusioni
La comparsa della muffa dopo la sostituzione degli infissi rappresenta uno dei fenomeni più frequentemente fraintesi nel settore edilizio.
Nella maggior parte dei casi il problema non è rappresentato dal serramento in sé, ma dal cambiamento dell'equilibrio termoigrometrico dell'abitazione.
Gli infissi moderni riducono le dispersioni energetiche e migliorano il comfort abitativo, ma richiedono una gestione più consapevole della ventilazione e dell'umidità interna.
La muffa che compare dopo il cambio delle finestre costituisce spesso il segnale di una criticità edilizia già presente ma fino a quel momento nascosta.
Per questo motivo ogni valutazione dovrebbe basarsi su dati misurabili, monitoraggi strumentali e verifiche tecnico-scientifiche, evitando conclusioni affrettate e attribuzioni di responsabilità non supportate da evidenze oggettive.
Solo una diagnosi approfondita permette di distinguere tra problemi di ventilazione, ponti termici, errori di posa o difetti costruttivi, individuando la reale origine della contaminazione biologica e definendo gli interventi più efficaci per la sua risoluzione.
Nota tecnica: articolo generato/aggiornato con Felletti Consulenze Article Manager Enterprise. Per l'impiego in sede peritale occorrono sempre rilievi, misure e documentazione del caso concreto.