La diagnosi murale non consiste nel cercare semplicemente dove la parete è più umida. Deve stabilire distribuzione, intensità, meccanismo di apporto dell'acqua, comportamento dei materiali e compatibilità tra le diverse ipotesi causali.
Ogni tecnica restituisce una specifica informazione. Una lettura dielettrica, una misura gravimetrica, una termografia o un'indagine sui sali non sono intercambiabili e non devono essere interpretate oltre i limiti del metodo. La ricostruzione causale nasce dal confronto tra più evidenze e dalla geometria del fenomeno.
Utile per confronti e distribuzioni relative, tenendo conto dell'influenza del materiale e della geometria.
Determinazione del contenuto d'acqua mediante campionamento quando il quesito richiede una misura diretta sulla matrice.
Localizzazione di anomalie termiche da interpretare con condizioni ambientali, materiali e altre misure.
Verifiche mirate possono contribuire alla lettura dei meccanismi di trasporto e del degrado dei supporti.
Caratterizzazione complementare quando utile a comprendere stato del materiale e compatibilità degli interventi.
Confronti nel tempo per distinguere condizioni stabili, cicliche o correlate a eventi specifici.
La rappresentazione spaziale delle misure consente di riconoscere gradienti verticali e orizzontali, concentrazioni localizzate e variazioni tra rilievi successivi. La mappa non deve però trasformarsi automaticamente in una mappa delle cause: è il modello diagnostico a interpretare la distribuzione osservata.
Infiltrazione meteorica, perdita impiantistica, apporto dal terreno, condensazione, igroscopicità salina e umidità residua possono produrre segnali differenti ma anche sovrapporsi. L'obiettivo è verificare quali meccanismi siano compatibili con quota, geometria, materiali, cronologia e condizioni ambientali.
Il contenuto d'acqua del materiale è una delle informazioni utili, ma la colonizzazione fungina dipende dalla disponibilità idrica effettiva, dalla temperatura, dal substrato e dal tempo. La diagnosi edilizia viene quindi correlata con la valutazione microbiologica quando il caso lo richiede.
No. Misura la radiazione termica e consente di rappresentare temperature apparenti superficiali; le anomalie devono essere interpretate con altre evidenze.
No. È utile per confronti e mappature, ma non attribuisce da solo il meccanismo causale.
Quando il quesito richiede una determinazione diretta del contenuto d'acqua sul materiale mediante campionamento.
Per riconoscere gradienti e distribuzioni spaziali che aiutano a verificare le diverse ipotesi causali.
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